Revoca della patente e omicidio Stradale ecco cosa cambia!

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26 marzo 2016

Autoscuola, Pratiche Auto

Omicidio stradale, adesso è legge: da 8 a 12 anni per chi uccide sotto effetto di alcol o droga

Approvata in Senato il 2 marzo, firmata dal Presidente Mattarella il 23, dal 25 marzo è pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Introdotto l’ “ergastolo” della patente, con revoche fino a 30 anni nei casi più gravi.

Ci sono voluti anni, decine di migliaia di vittime e feriti gravi, ma finalmente l’ omicidio stradale è diventato reato e da giovedì 25 marzo è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Pene molto più severe per chi causa lesioni gravi o addirittura la morte guidando in stato di ebbrezza (sopra un tasso alcolemico di 1.5) o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Causando il decesso e quindi macchiandosi del reato di omicidio stradale, infatti, si rischiano da 8 a 12 anni di reclusione, che possono aumentare fino a 18 se ci sono più vittime. In caso di fuga del conducente, la pena – qualora le indagini successive al fatto dovessero portare all’arresto, evenienza non così frequente – viene inasprita da un terzo a due terzi, in ogni caso non inferiore ai 5 anni. È prevista la diminuzione della condanna alla metà in caso di “concorso di colpa”, ovvero se l’incidente con conseguenti lesioni gravi o addirittura morte sia avvenuto anche per responsabilità della vittima. Un aspetto che, siamo sicuri, farà discutere per la sua difficile applicabilità.

Per quanto riguarda la revoca della patente, è stato introdotto quello che già chiamano “ergastolo”: in casi più gravi, infatti, il conducente può vedersi togliere il permesso di guidare fino a 30 anni. Non si verificheranno più, questo è l’auspicio, casi di persone condannate per un omicidio stradale alle quali dopo un anno o due venga riconsegnata la patente.

Nel 2014 secondo i dati riportati dall’ISTAT sono stati 578 i pedoni rimasti uccisi, 704 i centauri, addirittura 1491 tra conducenti e passeggeri di autovetture, 273 ciclisti, 159 conducenti di mezzi pesanti e 112 in sella a uno scooter. Cifre da capogiro, che se sommate ai dati degli ultimi dieci anni rappresentano un quadro spaventoso, paragonabile ai numeri di una guerra vera e propria. Questo fa capire ulteriormente quando sia “benedetta” l’introduzione, all’inizio del 2016, del reato di omicidio stradale.


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